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Presentazione di Enrico Pattaro e Giovanni Sartor

Diritto delle nuove tecnologie e Informatica giuridica: un master per la società dell’informazione

English version | Versione italiana

Da cinquemila anni in qua, gli esseri umani si avvalgono della scrittura ed utilizzano, quindi, oltre ai supporti mnemonici umani, neuronali, residenti nei loro cervelli, supporti mnemonici non umani, esterni al proprio corpo: lignei, litici, metallici, cartacei ed ora elettronici.

Il diritto è largamente memoria: originariamente soltanto umana (su supporto umano), tramandata oralmente e con l'esempio, di generazione in generazione. Con la scrittura il diritto diviene memoria esterna alla mente umana: memoria che la mente umana può rintracciare e ricostruire mediante lettura e interpretazione di ciò che è scritto su supporto non umano (ligneo, litico, metallico, cartaceo, ecc.). La scrittura rivoluzionò la vita associata e conseguentemente il diritto. Man mano che la scrittura prese piede, il diritto transitò dalla dimensione magico-religiosa (nella quale la pronuncia sacramentale della parola e il compimento rituale del gesto producono miracolosamente e meccanicisticamente effetti giuridici ex opere operato: mancipatio, sponsio, ecc.) alla dimensione laica e civile (nella quale la parola, in particolare scritta, realizza o prova la manifestazione di volontà dalla quale si fanno discendere gli effetti giuridici).

L'invenzione della stampa a caratteri mobili in lega di piombo e antimonio (Gutenberg, XV secolo) e la sua diffusione nel corso dei secoli portarono a dimensioni enormi l'esportazione del diritto dal supporto mnemonico umano (dalla memoria umana) e da supporti esterni di lentissima riproduzione (i manoscritti) a supporti esterni a stampa (memoria cartacea) riproducibili velocemente in più copie.

Questo fenomeno è oggi al suo massimo rigoglio. Da circa quarant'anni, tuttavia, ha preso avvio nella vita associata e nel diritto una nuova rivoluzione epocale di cui non sempre i giuristi colgono pienamente la portata.

Per lo più non si avverte che l'avvento dell'informatica rappresenta nei rapporti interpersonali, nel diritto, nella storia dell'umanità, un turning point paragonabile a quello che cinquemila anni or sono si determinò con l'invenzione della scrittura. Né si avverte che, mentre la diffusione della scrittura e il suo progressivo e pervasivo intreccio con ogni attività sociale quotidiana si misurano in millenni, la diffusione dell'informatica e il suo progressivo e pervasivo intreccio con la vita sociale quotidiana si misureranno in decenni. L'attuale diritto elettronico è un diritto provvisorio, embrionale, perché la rivoluzione informatica in termini sociali non è ancora compiuta: quando lo sarà, tutto il diritto sarà diritto elettronico così come finora, in particolare a partire dalla diffusione della stampa, tutto il diritto è stato diritto scritto (anche quello consuetudinario: trascritto, come è noto, in raccolte ufficiali autorizzate).

Non è soltanto questione di forma. È questione di sostanza. Come la scrittura nel corso di cinquanta secoli è divenuta trama essenziale del tessuto sociale, e quindi oggetto del diritto oltre che sua precipua modalità espressiva, così l'informatica si avvia a divenire nei prossimi decenni la nuova trama essenziale di un tessuto sociale destinato a soppiantare quello sorretto dalla scrittura. Tutto il diritto, allora, sarà diritto elettronico perché, come già la scrittura, così l'informatica, oltre che modalità espressiva del diritto, diverrà l'oggetto precipuo del diritto: tra qualche decennio l'informatica sarà costitutiva della nuova realtà sociale così come la scrittura lo è progressivamente divenuta della realtà sociale sviluppatasi durante gli ultimi cinquemila anni di presenza umana sul pianeta.

Infatti, già gli ultimi anni del millennio appena trascorso hanno visto la nascita di una società globale dominata dalla potenza dell'informazione e degli strumenti che la elaborano automaticamente, presenti ormai tutti gli ambiti della vita individuale e dell'organizzazione economica e sociale. Si tratta di un ambiente sociale caratterizzato da nuovi gravi pericoli da contrastare: dagli attacchi degli hackers, alla pedofilia on line, agli attentati alla privacy.

Accanto ai pericoli, però, si fanno strada nuove grandi opportunità di sviluppo sociale ed economico. In primo luogo, si offrono ai singoli e alle organizzazioni sociali nuove possibilità di conoscere, interagire e dialogare: dall'accesso alle informazioni in rete, alla didattica a distanza, alla posta elettronica, alle chat-lines, ai forum di discussione su temi sociali e politici, alle prospettive della democrazia elettronica. In secondo luogo, si vanno aprendo nuovi spazi per la crescita economica, nei quali si affaccia prepotente la new economy: dalla creazione di prodotti software e multimediali, alla fornitura di beni e servizi on line, al commercio elettronico, alla formazione di organizzazioni virtuali nel campo dell'economia e delle professioni. Infine, l'informatica ed Internet offrono alla pubblica amministrazione non solo le tecnologie per una più efficiente organizzazione interna, ma anche e soprattutto l'opportunità di facilitare l'accesso alle informazioni e ai servizi da parte di cittadini ed imprese, nella prospettiva del governo elettronico.

Rispetto alla rivoluzione informatica per troppo tempo il diritto ha svolto un ruolo puramente passivo, dimostrandosi incapace tanto di contrastare i nuovi pericoli quanto di cogliere le nuove opportunità (ricordiamo, ad esempio, come nel nostro paese fino a poco tempo fa, mancasse ogni tutela di dati personali, mentre la necessità di sottoscrizione autografa ostacolava l'uso dell'informatica nei rapporti economici ed amministrativi). Solo nell'ultimo decennio si è visto un significativo cambiamento di tendenza: si sono moltiplicati gli interventi legislativi in materie informatiche (dalla tutela del software, alla protezione dei dati, alla firma digitale) e sono maturate la consapevolezza e le competenze di molti operatori del diritto. Al tempo stesso, gli operatori dell'economia e dell'informatica hanno riconosciuto come un'adeguata disciplina giuridica sia necessaria allo sviluppo dell'informatica stessa: solo il diritto può supplire alle lacune della protezione tecnologica dei beni informatici, può armonizzare gli interessi in conflitto nell'accesso all'informazione on line, e può introdurre un livello minimo di certezza e fiducia nelle relazioni negoziali del commercio elettronico.

Anche se rimane ancora molta strada da fare, cominciamo oggi a intravedere i contenuti e le caratteristiche proprie di un diritto adeguato al mondo dell'informatica, che incoraggi gli impieghi socialmente utili ed economicamente produttivi delle tecnologie dell'informazione, e colga le prospettive che tali tecnologie offrono tanto all'esercizio delle libertà individuali quanto al progresso economico e sociale. Gli importanti risultati ottenuti non debbono però far dimenticare che anche quando il diritto avesse fatto propri i problemi e le opportunità della società dell'informazione, la rincorsa rispetto all'informatica non sarebbe terminata. L'innovazione nell'ambito delle tecnologie dell'informazione è, infatti, destinata a procedere a velocità crescente nel corso dei prossimi anni, e quindi a proporre incessantemente nuovi problemi alla pratica del diritto. Si tratterà di problemi in gran parte imprevedibili, e quindi non risolvibili mediante il preventivo intervento del legislatore: come non possiamo prevedere le nuove scoperte tecnologiche, così non possiamo anticipare le questioni giuridiche e sociali che esse determineranno, né possiamo predeterminare soluzioni giuridiche appropriate a farvi fronte. La formazione del diritto dell'informatica, quindi, più ancora che dagli episodici interventi legislativi (i quali, pur spesso opportuni e talvolta necessari, non possono offrire soluzioni complete, stabili e durature in un ambito dominato dal ritmo accelerato del progresso tecnologico) dipenderà dal continuo lavoro di capaci giuristi-informatici, cioè di professionisti in grado di risolvere, in modo creativo ed efficace, gli incessanti problemi giuridici della società dell'informazione. Tali professionisti, oltre ad una solida cultura giuridica di base e alla conoscenza di nozioni informatiche, dovranno possedere una specifica preparazione nelle diverse tematiche del diritto dell'informatica.

La formazione di questa nuova figura professionale di giurista-informatico è lo scopo precipuo del Master in diritto delle nuove tecnologie e informatica giuridica, che comprende, infatti, moduli destinati a tutti i principali settori del diritto dell'informatica (contratti ad oggetto informatico, tutela della privacy e sicurezza in rete, firma digitale e documento informatico, commercio elettronico, proprietà intellettuale e information tecnology, informatica e pubblica amministrazione, telecomunicazioni). A tal fine, non solo abbiamo riunito, in qualità di docenti, i massimi esperti del diritto delle nuove tecnologie, ma abbiamo anche previsto, accanto all'attività didattica in aula, seminari di approfondimento su case study e temi informatici e giuridici, che vedranno la partecipazione di eminenti studiosi, di rappresentanti delle istituzioni e di imprese e società di primaria rilevanza.

Un importante aspetto della formazione giuridico-informatica consiste nel profilo internazionalistico-comparatistico. Così come hanno una dimensione sovranazionale l'impiego delle tecnologie informatiche ed i problemi socio-economici ad esse collegate, così sono tendenzialmente globali le soluzioni giuridico-informatiche: non solo le norme straniere offrono utili spunti per lo sviluppo del nostro diritto, ma la coerenza con le soluzioni adottate in altri paesi rappresenta un requisito essenziale della fattibilità delle discipline giuridiche nazionali. La dimensione internazionalistica del Master è assicurata dalla partecipazione al Master Europeo EULISP, che offre agli studenti la possibilità di usufruire di tutte le opportunità offerte dagli enti che partecipano a tali iniziative, ivi compresa la possibilità di frequentare parte del Master universitario presso una delle Università consorziate ed ivi conseguire i crediti corrispondenti ai corsi seguiti.

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